Opera al nero, 2011                                                      

Ritratto dell’artista da giovane L’artista non è più in grado di continuare a vedere il male, non riesce più a sopportare il dolore, la disillusione. La sua testa si è rotta, gli strumenti ingenui per vedere amorevolmente, per capire meglio il mondo vicino, da lui stesso creato, sono ridotti a calchi grigi, come ritrovati sotto la lava di Pompei. (...) Questi oggetti circondano la stele di acciaio lucidissimo, asettica, sulla quale sta infissa come misero trofeo di guerra e monumentino funebre la testa dell’artista da giovane. Il titolo è un omaggio a Dylan Thomas, così come Opera al nero è un omaggio alla Yourcenar.

​Sudario è un drappo annodato su se stesso, un grumo organico sgocciolante, e irrigidito (...) dentro una colata lavica. Sta appeso a un gancio di ferro ruggine, a sua volta infisso in un cerchio di lucido acciaio. Agli altri ganci manca qualcosa da reggere.​​ Alter Ego è un trittico le cui due ante lasciano intravedere l’interno di acciaio a specchio, ove sta appeso a testa in giù un faro immerso nel bitume, relitto ed emblema di una luce che è stata drammaticamente oscurata. Le ante ​​​​​​​​all’esterno sono decorate a stampa con teschi dipinti sul catafalco di una chiesa di campagna nel Settecento, quando la morte, evento naturale e poco contrastato, era tratteggiata con eleganza.​​​​​

Fausta Squatriti

 

Portrait of the artist as a young girl The artist can no longer go on seeing evil, is no longer able to bear the pain and disillusion. Her head is broken: the simple tools the artist created for seeing with love, for more fully understanding the world, are reduced to grey casts, like those discovered under the lava at Pompeii. [...] These objects surround a sterile, highly polished steel stele. On top, like a miserable war trophy or a funeral monument, is the head of the artist as a young girl. The title is a tribute to Dylan Thomas, just as Work in Black is a tribute to Yourcenar.

Shroud is a cloth knotted around itself, an organic lump, dripping and stiffened [...] inside a lava flow. It hangs on a rusty iron hook embedded in a circle of polished steel. The other hooks lack something to hold. Alter Ego is a triptych; its two doors allow a glimpse of an interior of mirrored steel where a spotlight hangs upside down surrounded by bitumen – the remains and symbol of a light that has been dramatically dimmed. The outer parts of the doors are decorated with printed skulls painted on a bier in an eighteenth-century country church, a time when death was a natural and almost accepted event, honoured with elegance.

Fausta Squatriti

 

 

 

 

Ascolta il tuo cuore, città     
Listen to your heart, city   
2010-2012                       

Questa serie affronta l’argomento della solitudine degli oggetti, delle città, una volta private dai propri abitanti. (...). Le fotografie riguardano città - Parigi, Mosca, Milano, Bratislava, Venezia - ma l’intento non è quello di ricordarne una specifica con la sua riconoscibilità. (...). Gli abitanti sono scomparsi, forse è successo il tanto temuto disastro ambientale che farà sparire l’umanità dalla terra, da quella terra da essa saccheggiata senza ritegno, fino a quando l’ingordigia, l’incapacità di prevedere gli effetti negativi del saccheggio continuo, non l’hanno portata alla fine. Previsione non catastrofica e caricata di pathos, ma al contrario esibita nell’opera con una freddezza inesorabile, strumento poetico usato da parte dell’artista come motivo fondante della propria drammaturgia.

Tre sono gli elementi. La fotografia, la geometria, che ne interpreta il significato, e un oggetto (...). Si tratta di scatole costruite con vecchie assi, con legni bruciati, storte, non finite. Al loro interno trovano ricovero le reliquie della civiltà occidentale. (...).

La leggera asimmetria, lo storto, le diverse inclinazioni e volute imprecisioni presenti nelle tre parti, contribuiscono a creare il disagio visivo che diventa inquietante percezione di una luttuosa, poetica bellezza colta nei suoi ultimi attimi di vita.

Fausta Squatriti

 

This series deals with the loneliness of objects and cities once they lose their inhabitants. [...]. The photos are of various cities - Paris, Moscow, Milan, Bratislava and Venice – but the aim is not to make any particular one recognisable [...]. The inhabitants are gone; perhaps the dreaded environmental disaster has happened which will remove humanity from the earth– from the earth it has plundered without restraint, until greed and the incapacity to foresee the negative effects of this continuous looting have finally destroyed it. Not a catastrophic forecast full of pathos,on the contrary,it is presented in the work with a relentless coldness, a poetic device the artist uses as a basic motif of her composition.

There are three elements: photography, geometry – which interprets the meaning – and an object [...].The work is made up of boxes constructed from old boards and burnt and warped rough wood. The boxes provide a refuge for the relics of Western civilisation [...].

The slight asymmetry, the crookedness, the various distortions and deliberate imprecisions in the three parts, contribute to creating the visual discomfort that becomes the disturbing perception of a mournful, poetic beauty captured in its last moments of life.

 

Fausta Squatriti

 

 

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2010/2012
Opere visive/Visual Works
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