Principali esposizioni personali/Main personal exhibitions  

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Libro aperto. I libri d'artista di Fausta Squatriti
Biblioteca comunale di Como

June 2014

 

Proviamo a guardare ai libri realizzati nell’ultimo decennio da Fausta Squatriti alla luce di questa premessa terminologica. Qualcosa di forzoso, un sentore di coercizione scaturisce dalle pagine tagliate da linee spesso oblique, da lacerti di fotografie, da brandelli di carte dipinte e ritagliate in modo da risultare aguzze. Un’eleganza affilata caratterizza anche i materiali di cui sono costituite le copertine: l’alluminio anodizzato, le cerniere d’acciaio, i chiodi – letteralmente i chiodi – in rame. Per non parlare degli inserti sontuosi almeno quanto minacciosi che le decorano, le impreziosiscono,le rendono in egual misura accattivanti e conturbanti.

L’argomento comune a tutti questi libri è una certa idea del male come consunzione anzitutto fisica, degrado materico, anzi, trionfo inesorabile del degrado che si manifesta anche attraverso un oscuro e sontuoso deterioramento delle architetture, degli scorci metropolitani che tendono semmai a configurarsi come squarci del tessuto urbano. È il tema di fondo, appena più screziato di agra e spiazzanteironia, anche dei libri di narrativa sperimentale e di poesia che l’artista ha scritto, impaginato, editato negli ultimi decenni, ed è il gran tema del suo lavoro almeno dagli anni ’80. 

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La realtà, con il suo bagaglio di destabilizzante incompiutezza, ha fatto insomma irruzione nel mondo delle linee rette, delle superfici impostate con rigore, delle nitide manifestazioni della potenza ordinatrice del pensiero, e l’hascompaginato. Ecco, la scompaginazione, se così possiamo chiamarla, è ilparametro di riferimento della seconda fase del percorso di Fausta Squatriti, e inevitabilmente dei suoi recenti libri.O meglio delle sue opere in forma di libro, di questi squadernamenti, di queste sequenze di pagine che spalancano la forma-libro, la aprono al versante meno rassicurante delle cose.

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Roberto Borghi

Memento mori 
Galleria Weber&Weber, Torino

November 2014 - January 2015

 

 La Galleria Weber & Weber presenta il lavoro recente di Fausta Squatriti, figura nota per l’ampiezza del suo campo espressivo condotto fin dagli esordi, nei primi anni ’60, con una personale ricerca trasversale che l’impegna sia nelle arti visive che nella scrittura, della quale si sono interessati grandi maestri come Gillo Dorfles e Giulio Carlo Argan, e critici delle più giovani generazioni.

Questa volta è lo storico dell’arte Dieter Ronte a scrivere di questa mostra Memento mori, nella quale sono esposte le opere degli ultimi quattro anni, espresse in tre diversi cicli tematici.

Riccarda Turrina, attraverso una lunga intervista con l’artista, indaga circa ragioni e modi che conducono Squatriti, da oltre cinquant’anni, in una ricerca totale, che pur tenendo conto di quanto accade nel mondo dell’arte in questi decenni, se ne discosta, quando non la anticipa.

Alla fine degli anni ’80 l’artista da una svolta importante alla sua ricerca, basata sul rigore formale geometrico, e inizia una sorprendente evoluzione, sia tematica che formale. Si avvale ora di una complessa struttura compositiva, dittici, trittici, installazioni, che uniscono superficie e volume, attraverso l’uso di fotografia, segni astratti, e oggetti tridimensionali, uniti dalla necessità di porre il dito nella piaga, la contraddizione, ma anche l’equilibrio, che regola la vita nel creato, espresso nel senso del tragico, come destino ultimo dell’esistente. 

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