| www.faustasquatriti.com | ||
| Novità ABRAMO Le Onde | ||
| collana di letteratura italiana contemporanea | ||
| USCITA Aprile 2006 |
||
| Le
Onde - Collana di letteratura italiana contemporanea - Inediti Rari Insoliti Testi scelti da Mario Desiati e Mauro F. Minervino Il logo di questa nuova collana di Abramo Editore nella sua bella veste grafica ricorda l’onda spiraliforme comparsa sul primo numero di “Le Grand Jeu”, rivista francese di René Daumal che partecipò alla fine degli anni venti all’avventura del Surrealismo. Un richiamo simbolico al movimento di flussi dispersi e restituzioni, le onde, che regolano e fanno sempre nuovo il gran gioco della letteratura. L’inattuale come il modernissimo, tutto ritorna e fa problema ad una visione della letteratura contemporanea italiana che in questa nuova collana di Abramo riprende consapevolmente attitudine al rischio editoriale e, contro l’omologazione e gli opportunismi dettati dalle mode del mercato e da logiche di gruppi e tendenze, non intende separasi dalla responsabilità della proposta, dall’originalità della scelta e dal gusto per la provocazione culturale. Nella presentazione di testi Inediti Rari Insoliti Recuperi, libri di autori italiani proposti e riscoperti perché sovente troppo presto dimenticati e reietti nel flutto sommerso dei minori e nelle antropologie delle scritture di margine. Così come opere, spesso uniche e rare, di autori inediti e sperimentatori, insoliti e fuoriluogo della scrittura narrativa italiana che nel ritmo oscillante del contemporaneo le onde del tempo qui portano nuovamente all’approdo del lettore avveduto. |
||
AUTORE
FAUSTA SQUATRITI “Il Professore entra come dovesse rendere visita a un malato grave, senza un sorriso, posa la borsa, le iniziali questa volta si fanno leggere, E.C, la donna solo raramente rilegge per esteso nome e cognome del Professore nell’intestazione delle due ricette conservate nella scatola di lacca degli anni trenta regalatala dall’uomo amato e da lei lasciato nel timore che in futuro avrebbe, con lui, potuto annoiarsi. Il Professore, l’Antropologa, la Volontaria, il figlio dell’Antropologa, gli amanti, la moglie, i figli dell’amante, l’illustre clinico, il primario, l’infermiera che ha visto tutto, le due malate terminali, il bambino non amato abbastanza, personaggi di un’inchiesta giudiziaria, il macellaio, la lavandaia, il vicino di casa… tutti evocati solo per il ruolo avuto in quell’increscioso fatto di sangue occorso inspiegabilmente, che è l’esistenza di noi tutti”. Fausta Squatriti |
![]() |
|
| L'Autore Fausta Squatriti, è affermata artista visiva e poeta. La sua attività si svolge principalmente all’estero dove, dall’inizio degli anni ’60 espone sculture, installazioni e opere grafiche in gallerie, istituzioni culturali e musei europei. Ha collaborato con grandi maestri dell’arte contemporanea, tra cui Lucio Fontana, Man Ray, Max Ernst, e artisti emergenti negli anni ’70. Attualmente insegna all’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano), dopo aver insegnato a Carrara e Venezia. Ha tenuto corsi e seminari all’estero, a Mons, Tel Aviv, Haifa, Parigi, e alla University at Manoa, Honolulu. Nel 1986 ha curato la mostra storica "Colore" alla Biennale di Venezia. Suoi saggi sono pubblicati in volumi e cataloghi. Collabora a riviste artistiche e letterarie tra cui L’Immaginazione, Il Verri, La Mosca. Ha pubblicato volumi di poesia con Vanni Scheiwiller (per il quale ha co-diretto la rivista interdisciplinare "Kiliagono", uscita tra il 1992 e il 1995), con Manni, Book, Il Laboratorio, Terra del Fuoco,Testuale. Nel 1988 ha vinto il premio "Eugenio Montale" per la poesia. Nel 1997 ha dato vita, con Francesco Leonetti, al "Teatro monologico d’autore". Ha partecipato a rassegne dell’avanguardia letteraria e teatrale italiana (Fondazione Mudima, Milano, "Ricercare laboratorio di Nuove Scritture", Reggio Emilia, "Poesia - Festival della Parola", Auditorium S. Margherita, “Teatri ‘90”, Teatro Franco parenti, Milano). “Crampi” pubblicato da Abramo è il suo primo romanzo. |
“Crampi
di Fausta Squatriti è un romanzo ellittico, bislungo, insoluto
anche quando arriva a fine. Una storia minima e sempre rimandata. A partire
dall’intenzione narrativa dall’artefice. Chi scrive sa di
evitare lo specchio concavo della propria individuazione (che è
ridotta a una sorta di fantasma, a risonanza di figure fratte e derealizzate),
e perciò sceglie di essere narratrice in terza persona. Interviene
nel suo racconto quasi per caso, come fosse di passaggio. Evita il sé,
si muove dentro lo spazio delle sue pagine come un testimone che divaga
e indulge. In questo romanzo in cui l’io resta celato, si descrive
bene degli altri. Figure in cui ci si rispecchia senza volontà,
per forza di un rimpallo, come di fronte a caminiere di negozio, vetrine
che rifrangono segni, figure, astanti che attraversano un’inquadratura.
Frammenti di esteriorità restano per qualche istante inscritti
e fotografati in un ambito di transitoria oggettività, segnati
uno a uno e catalogati. Poi scompaiono dalla visione, come riassorbiti
dal nulla”. Mauro F. Minervino |
|
sito
realizzato da fabodesign |
||